Il mercato statunitense dello stoccaggio energetico ha chiuso il secondo trimestre 2026 con un nuovo primato: 18,9 GWh di capacità energetica installata in tutti i segmenti. Il dato arriva dal rapporto US Energy Storage Monitor: Q3 2026 di Wood Mackenzie e American Clean Power Association, e nasconde una dinamica meno intuitiva della notizia. Nello stesso trimestre la potenza installata è scesa del 7% su base annua, a 5,4 GW, mentre l'energia è cresciuta del 16%. Il record non arriva da più batterie: arriva da batterie che durano più a lungo.
La potenza cala, la durata sale
Il segmento utility-scale resta il motore del mercato, con 4,7 GW e 17,6 GWh installati nel trimestre. La potenza è diminuita dell'8% su base annua, ma la capacità energetica è salita del 16%: la crescita si sta spostando dalla quantità di megawatt alla durata dei sistemi, sempre più spesso a quattro ore o più.
A spingere la transizione sono i requisiti di adeguatezza delle utility e i vincoli locali delle reti. In due mercati chiave, California e Texas, la potenza installata si avvicina alla saturazione locale: qui aggiungere megawatt rende meno che aggiungere ore. Le installazioni utility-scale del primo semestre restano comunque superiori a quelle dello stesso periodo del 2025, sostenute da contratti di lunga durata e da acquisti legati agli obblighi normativi.
I data center cambiano le previsioni di mercato
Wood Mackenzie ha ritirato la precedente previsione di contrazione nel breve periodo. Il motivo è il volume elevato di progetti che hanno avviato la costruzione per assicurarsi lo status di safe harbor rispetto all'Investment Tax Credit. La stima aggiornata indica una crescita superiore al 50% in termini di megawatt nei prossimi cinque anni, fino a 207 GW e 715 GWh cumulati entro il 2031.
Gran parte di questa espansione poggia sullo sviluppo delle interconnessioni di rete e sull'aumento dei carichi legati ai data center per l'AI. Il utility-scale dovrebbe mantenere una crescita costante fino al 2031.

Residenziale: più energia, non più potenza
Il residenziale ha aggiunto 676 MW e quasi 1,2 GWh. La potenza è cresciuta del 3% su base annua, mentre l'energia è balzata del 48%: gli installatori montano sistemi più grandi per singola abitazione. California, Texas, Porto Rico, Arizona e Illinois hanno concentrato la gran parte delle installazioni.
Nonostante il trimestre positivo, gli analisti prevedono una lieve contrazione del segmento residenziale sull'intero 2026, per effetto di aggiustamenti normativi e della riduzione degli incentivi.
Il commerciale e industriale torna sui livelli normali
Il segmento community, commerciale e industriale si è attestato a 48 MW e 103 MWh, con un calo del 2% su base annua. Il confronto è falsato dal primo trimestre, gonfiato dalle scadenze del net energy metering in California. I risultati di Hawaii, New Mexico e Texas hanno compensato in parte la flessione.
Cosa significano 18,9 GWh per la rete
Dividendo i 18,9 GWh per i 5,4 GW installati, la durata media dei sistemi risulta di circa 3,5 ore. Sul solo utility-scale il rapporto sale: 17,6 GWh su 4,7 GW fanno circa 3,7 ore. Il residenziale, con 1,2 GWh su 676 MW, resta invece sotto le 2 ore.
Il utility-scale pesa il 93% dell'energia totale (17,6 su 18,9) ma solo l'87% della potenza (4,7 su 5,4): la parte di mercato che conta di più in energia è anche quella che sta allungando di più la durata. La lettura operativa è diretta: se California e Texas sono vicine alla saturazione locale, la crescita non potrà venire dall'aggiunta di potenza negli stessi nodi, ma dall'allungamento della durata e dall'apertura di nuovi mercati. Chi pianifica interconnessioni e contratti di adeguatezza ha davanti una domanda che chiede ore, non solo megawatt.



