Nozomi Energy ha chiuso il finanziamento e avviato la costruzione del Nozu BESS, sistema di accumulo da 50 MW / 196 MWh nella prefettura di Oita, con un prestito non-recourse di Aozora Bank. Per la piattaforma giapponese del fondo Actis è il primo passo dichiarato verso le infrastrutture "flessibili". C'è però un dettaglio che pesa più della cifra: con 196 MWh su 50 MW il progetto dura circa 3,9 ore, sotto la soglia di 6 ore che il regolatore giapponese richiede oggi per i contratti di capacità di lungo periodo.
Il progetto Nozu: 50 MW, 196 MWh e commissioning al 2028
Il Nozu BESS affianca 50 MW di potenza a 196 MWh di stoccaggio e nasce a Nishihata, nella cittadina di Nozu Town, prefettura di Oita. Il contratto è un impegno di capacità ventennale indicizzato all'inflazione, vinto nell'asta per la decarbonizzazione di lungo periodo (LTDA) del FY2023. I lavori partono immediatamente, con commissioning previsto nel terzo trimestre del 2028. L'importo del prestito non è stato reso noto.
Sulla localizzazione le due testate di settore divergono: ESS News colloca l'impianto a Nishihata, Nozu Town, prefettura di Oita, mentre Energy-Storage.News indica Usuki City, sull'isola di Kyushu. Entrambe citano Oita.
L'asta LTDA e il prezzo della bancabilità
La LTDA è il primo meccanismo che offre agli operatori di batterie utility-scale in Giappone un ricavo contrattualizzato di lungo periodo, distinto dalle aste di capacità ordinarie lanciate nel 2020. I pagamenti sono contenuti — equivalenti a un IRR di circa il 3% secondo una fonte di mercato — ma è la loro natura contrattuale a rendere bancabile un progetto davanti a un istituto di credito.
Il prezzo di questa stabilità è un tetto al rialzo: gli operatori possono partecipare ad altri mercati, ma devono restituire il 90% dei profitti merchant aggiuntivi a OCCTO, l'associazione nazionale dei gestori di trasmissione che ha bandito l'asta.
Due contratti da 37 MW e la nuova soglia delle 6 ore
Nella LTDA FY2023 Nozomi ha vinto due contratti da 37 MW di capacità ciascuno, per progetti di dimensioni simili. Su una potenza nominale di 50 MW, i 37 MW contrattati coprono il 74% dell'impianto. Quella tornata aveva assegnato in totale 1,67 GW di offerte di accumulo: 32 progetti BESS per 1,1 GW e tre impianti di pompaggio (PHES) per 577 MW.

Poi le regole sono cambiate. Nella LTDA FY2025 il ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria (METI) ha introdotto un requisito di durata: solo i progetti da 6 ore o più hanno ottenuto contratti a ricavo fisso per la consegna di capacità dal FY2027, per un totale di 19 BESS e 1.251 MW. L'asta FY2024 si era fermata a 1,3 GW assegnati a offerte BESS.
Dividendo i 196 MWh per i 50 MW del Nozu si ottiene una durata di 3,92 ore: esattamente il tipo di impianto che il requisito FY2025 non avrebbe ammesso. Il Nozu è passato perché il suo contratto risale al FY2023.
Quanto pesa il Nozu nella pipeline di Nozomi
Actis ha fondato Nozomi Energy nel maggio 2023 come piattaforma da 500 milioni di dollari dedicata al Giappone. Oggi il portafoglio conta circa 900 MW tra solare, eolico onshore e accumulo, di cui 521 MW già in esercizio — il 58% circa della pipeline — contro un obiettivo di 1,1 GW entro il 2027. Su quel traguardo, i 50 MW del Nozu pesano circa il 4,5%. Un'altra batteria da 50 MW dovrebbe chiudere il finanziamento entro la fine del 2026.
Il punto: flessibilità bancabile, mercato già spostato
Jose Antonio Millan Ruano, presidente e CEO di Nozomi Energy, definisce il financial close del Nozu "un traguardo importante", che dimostra la capacità dell'azienda "di originare, sviluppare e finanziare infrastrutture rinnovabili complesse in Giappone" e segna "la fase successiva della nostra crescita nelle infrastrutture flessibili". Tareq Sirhan, head of energy per il Nord Asia di Actis, ricorda che Nozomi ha vinto l'asta "perché le sue proposte di pagamento per la capacità erano più basse".
C'è un'asimmetria da mettere a fuoco. Il modello Nozu è costruito per la bancabilità: pagamenti bassi, contratto ventennale, una banca commerciale nipponica disposta a firmare. Il mercato, però, si è spostato su batterie di durata doppia, come dimostra il taglio della gara FY2025. Un impianto da 3,92 ore è competitivo nella cornice che lo ha generato, non in quella disegnata dopo.
Il primo progetto LTDA entrato in funzione è il Tagawa BESS di Hexa Energy Services (30 MW / 120 MWh, quindi 4 ore), a Kyushu; Actis è anche investitore in MTerra Solar nelle Filippine, 3,5 GW solari e 4,5 GWh di accumulo con Meralco, la cui prima fase da 600 MWac è già operativa.
Se le scadenze reggono, il Nozu entrerà in servizio nel 2028, in un mercato della capacità che con l'asta FY2025 ha già alzato l'asticella sulle 6 ore.
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